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Fragility Campus 2024

Lido di Ostia – 21-23 Novembre 2024

Le fratture osteoporotiche rappresentano una causa maggiore di disabilità tanto che gli anni di vita persi (Dalys) a causa loro sono più elevati che per tutti i siti di cancro, ad eccezione di quelli polmonari. Più comunemente si possono osservare fratture da fragilità nelle vertebre, nel radio distale, nella parte prossimale dell’omero e nel femore. Queste ultime sono associate ad alcune delle conseguenze più rilevanti dell’osteoporosi e, considerata la loro elevata incidenza, accoppiata ai costi sanitari elevati e alla relativa disabilità hanno un onere finanziario stimato equivalente alle malattie cardiovascolari. Secondo i dati del Ministero della Salute, in Italia vi è un’incidenza annuale di 410.000 fratture da fragilità, che includono oltre 90.000 fratture d’anca. Si prevede che l’incidenza delle fratture dell’anca aumenti costantemente in tutto il mondo e, inoltre, che esse rappresentano la sede più comune di una seconda frattura da fragilità.

Il secondo evento fratturativo potrebbe essere osservato nei 3-4 anni successivi al primo, e la loro comparsa influenza ulteriormente la disabilità e i Dalys dei pazienti. Al fine di ridurre la loro incidenza, sono stati proposti diversi programmi di prevenzione delle fratture e sono stati riportati buoni risultati sia in termini di mortalità che di aderenza al trattamento. Recentemente le linee guida della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) sulle fratture di femore prossimale auspicano l’implementazione delle fasi ospedaliere idealmente con le altre fasi del trattamento anche a livello territoriale, dalla riabilitazione alla prevenzione secondaria, secondo un modello di continuità assistenziale multi- disciplinare che includa anche l’implementazione dei Fracture Liaison Services (FLS). Quest’ultimo è uno dei modelli proposti per gestire efficacemente un paziente con una frattura da fragilità, e generalmente fa riferimento a strutture di coordinamento funzionale multidisciplinare istituite in un ospedale di terzo livello.

L’implementazione dei FLS e la corretta gestione delle fratture da osteoporosi necessitano una stretta collaborazione tra le figure coinvolte, ottenibile attraverso un aumento della sensibilità degli operatori verso queste entità patologiche e delle conoscenze sulla fragilità scheletrica e clinica.
Infatti, tipicamente le fratture da fragilità sono conseguenza di traumi a bassa energia dovuti a forze meccaniche equivalenti a una caduta dalla posizione eretta o inferiore e che normalmente non dovrebbe causare una frattura. La fragilità scheletrica è legata non solo alla riduzione della densità ossea, ma anche ad una scarsa qualità tissutale, per modificazioni della microarchitettura, della geometria ossea e del deterioramento delle proprietà materiali dei costituenti microstrutturali come il collagene e i cristalli di minerale, nonché alla presenza di micro danni.

Attraverso l’alternanza di sessioni di letture frontali e sessioni pratiche il Fragility Campus si propone di incrementare la sensibilità dei giovani ortopedici sulla fragilità ossea, aumentandone le conoscenze sia sui meccanismi di base, che sulle tecniche chirurgiche e farmacologiche per la loro corretta gestione, si propone inoltre di incrementare la capacità di collaborazione multidisciplinare, coinvolgendo le altre figure individuate in un ipotetico modello di FLS, col fine ultimo di migliorare la gestione multimodale e multidisciplinare delle fratture da fragilità.

 

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