L’osteoporosi è una patologia in aumento a livello globale e dato il suo impatto epidemiologico in termini di morbilità e mortalità, nonché di costi sanitari, è considerata un importante problema di sanità pubblica. La conseguenza più frequente e grave della malattia è la frattura da fragilità che, se non trattata adeguatamente potrebbe esporre le persone ad elevato rischio di rifrattura.
Nonostante ciò, la patologia osteoporotica non sempre viene trattata in modo sistemico. Molto spesso infatti le pazienti osteoporotiche non ricevono interventi educativi al fine di migliorare il proprio stile di vita e l’aderenza al trattamento farmacologico.
La carente aderenza terapeutica a lungo termine è un problema comune nell’osteoporosi, infatti l’adesione al trattamento terapeutico e a un corretto stile di vita permette alle pazienti, praticando self-care, di promuovere, mantenere e migliorare la propria salute e gestire la malattia.
Sulla base di queste considerazioni è stato sviluppato un progetto di ricerca denominato Guardian Angel®, che ha visto la collaborazione tra la cattedra di Ortopedia (Prof. Umberto Tarantino) e quella di Scienze Infermieristiche (Prof. Rosaria Alvaro) dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e il Centro di
Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica – CECRI (Dott. Gennaro Rocco).
Al progetto hanno partecipato un assegnista di ricerca in Ortopedia (Dott. Cecilia Rao) due assegnisti di ricerca in Scienze Infermieristiche (Dott. Fabio D’Agostino e Dott. Ercole Vellone), e tre dottorande di ricerca in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica (Dott. Basilici Zannetti Emanuela, Dott. Noemi Cittadini e Dott. Annalisa Pennini).
Il progetto Guardian Angel®, attraverso interventi di educazione terapeutica, si prefigge lo scopo di migliorare il self-care e la qualità di vita nelle pazienti in postmenopausa con osteoporosi severa. Sono state escluse dallo studio le donne con insufficienza renale grave e/o patologie neoplastiche pregresse o in atto. Inoltre, il progetto si propone di promuovere lo sviluppo di competenze infermieristiche per pianificare, gestire e valutare interventi di educazione terapeutica mirati, attraverso un percorso di formazione sul campo degli infermieri coinvolti.
Il disegno dello studio è stato quasi-sperimentale, longitudinale e multicentrico. Le variabili indagate all’interno dello studio dal gruppo di ricerca dopo un’attenta ricerca bibliografica, sono state: fattori di rischio, educazione terapeutica, qualità di vita e aderenza, che sono state utilizzate per creare gli strumenti per raccogliere le variabili. Su tutti gli strumenti è stata effettuata una validazione di contenuto con un gruppo di esperti. Successivamente gli strumenti sono stati somministrati a un campione di 50 pazienti per testare la loro usabilità e chiarezza. Sulla base di questa prima somministrazione il gruppo di esperti ha effettuato alcune modifiche, poi gli strumenti sono stati nuovamente valutati somministrandoli di nuovo alle 50 pazienti.